Tracciabilità dei voucher per il lavoro: ecco le nuove regole

È stato recentemente firmato dal governo il decreto che regola la tracciabilità dei voucher lavoro. D’ora in poi, il datore di lavoro deve comunicare almeno un’ora prima i dati del prestatore d’opera, del beneficiario del voucher, all’ispettorato nazionale del lavoro.

 

L’uso improprio di questo strumento

 

Misura necessaria dato l’uso eccessivo e improprio di questo strumento. Solo nei primi mesi del 2016 sono stati venduti oltre 19,6 milioni di voucher INPS lavoro, in percentuale la variazione rispetto agli stessi mesi del 2015 è stata del 45,2%, circa 6,1 milioni di buoni lavoro venduti in più. Uso che in molti casi si è trasformato in abuso. I primi allarmi scattarono dai sindacati e soprattutto dall’ INAIL, l’istituto per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Il voucher in pratica è stato utilizzato per coprire gli infortuni sul lavoro e nascondere il lavoro in nero. Nel 2012 gli incidenti dei lavoratori retribuiti con i ticket erano stati 436, nel 2014 si sono triplicati e sono arrivati a 1.400.

 

Il problema come detto è che paradossalmente il voucher, nato per contrastare il lavoro in nero, strumento agile per retribuire piccoli lavoretti, si è esteso a macchia d’olio e sono stati utilizzati spesso per mascherare un rapporto di lavoro totalmente in nero, che emerge solo quando arrivano gli ispettori o i carabinieri. Altro “indizio”: mentre gli infortuni sul lavoro sono scesi del 10% – complice la crisi economica –, quelli tra i lavori retribuiti con i voucher sono cresciuti del 200%. Proprio per contrastare questo fenomeno e queste distorsioni il governo ha messo in campo una serie di provvedimenti per meglio regolare questo strumento.

 

Le nuove regole

 

I committenti, imprenditori non agricoli e professionisti, hanno l’obbligo d’invio via Sms o via mail della comunicazione relativa ai dati anagrafici, al codice fiscale e al luogo e alla data della prestazione. Inasprite anche le sanzioni per chi transige. Un’omessa comunicazione della prestazione professionale da parte del committente, porta ad un’ammenda da 400 a 2.400 euro per ciascun lavoratore. Regole diverse invece per gli imprenditori agricoli. Per andare incontro alle loro esigenze, fortemente condizionati dalle condizioni meteorologiche, potranno effettuare la comunicazione entro un arco temporale di non oltre 7 giorni.

 

Altre novità previste nel nuovo decreto che andrà a modificare e integrare il jobs act sono i contratti di solidarietà, lo stato di disoccupazione e le dimissioni. Interventi che puntano al contrasto del lavoro sommerso attraverso il rafforzamento dell’attività ispettiva, con l’obiettivo di evitare l’abuso dello strumento come copertura del lavoro in nero.