Storia di un successo - Paolo Nisini, fondatore della Salus e tra i soci fondatori della Banca

«Se ti fermi ti spingono da dietro». Sorride Paolo Nisini quando racconta la sua storia personale e quella della Salus, cresciute di pari passo negli ultimi quarant’anni. Cresciute senza mai fermarsi e con un obiettivo ben preciso. Offrire sempre il meglio per la salute delle persone e migliorare il territorio che si abita e in cui si esercita il proprio lavoro.

Dalle corsie di Alatri a Viale Parigi

Lui è un biologo, da giovanissimo nelle corsie dell’ospedale di Alatri e poi pronto a fare il salto e ad aprire qualcosa di innovativo. Qualcosa di suo. «Ad un certo punto decisi di lavorare per conto mio e da allora il mio centro è sempre stato all’avanguardia. Il mio orgoglio più grande deriva da qui». Comincia tutto il 2 febbraio 1976 con la nascita a Frosinone, in via Firenze, della prima Salus, struttura privata e convenzionata per le analisi cliniche. Da allora sono trascorsi oltre quarant’anni e nel 2007 si è registrata la nascita del Poliambulatorio Specialistico, del Centro di diagnostica per immagini e dell’ultimo Laboratorio Analisi in viale Parigi, nel cuore del quartiere Cavoni, a due passi dalla chiesa di San Paolo e vicinissimo alla nuova scuola primaria del capoluogo ciociaro. Un luogo scelto non a caso e facilmente raggiungibile non soltanto dai cittadini di Frosinone ma anche da quelli dell’intera provincia o di altri territori.

Una scelta vincente

A supervisionare la struttura, come pure il Laboratorio di via Lecce, lo stesso dottor Paolo Nisini in collaborazione con il figlio dottor Alberto, medico chirurgo specialista ed esperto radiologo. Nella chiacchierata il suo nome viene fuori spesso, come pure quello dell’altro figlio Eugenio, che di professione fa l’ingegnere, e di sua moglie Silvana. «Per me è stata ed è molto importante. Direi fondamentale. Di sicuro nella vita privata ma anche nella mia professione. Ho cominciato tutto grazie al suo entusiasmo e alla fiducia che aveva in me. All’epoca non era semplice spiegare a un genitore che avrei lasciato l’ospedale e il “posto fisso” per imbarcarmi in questa avventura. A distanza di anni posso dire che la scelta si è rivelata vincente e mia moglie Silvana ne è stata artefice principale».

Una struttura innovativa

Le spiegazioni tecniche sulla struttura le lascia al figlio Alberto. È lui a raccontarci di una struttura innovativa e da sempre al passo con i tempi. Di una microtac con tecnologia Cone Beam 3D per la diagnostica radiologica in odontoiatria ma utilizzata anche in altre specialistiche. Un’apparecchiatura che ha tra i punti di forza la digitalizzazione dell’immagine, l’ottima qualità dell’esame e le bassissime radiazioni. O ancora, di una risonanza magnetica multiparametrica per l’individuazione di neoplasie più circoscritte. Sono solo alcune delle strumentazioni che fanno della Salus un centro di eccellenza che ha dato vita ad un nuovo fenomeno. Oggi non sono più i pazienti ciociari a recarsi a Roma per le visite specialistiche, ma sono i medici cattedratici della capitale che vengono qui a Frosinone per visitarli.

L'album dei ricordi e il rapporto con il territorio

È Paolo Nisini ad aprire l’album dei ricordi di un mondo che non c’è più e che negli anni si è trasformato in maniera sostanziale ma senza mai tradire la sua missione. «Dentro di me sono rimasto sempre un Biologo. Sono stato uno dei primi in Italia. La mia matricola è 3379», dice con orgoglio sottolineando poi qualcosa di importante in ogni professione e che diventa essenziale quando si parla di salute delle persone. «Quando acquistavo i reattivi per il Laboratorio di analisi non ho mai guardato il prezzo, per paura di essere influenzato. Ho sempre scelto valutando la validità del prodotto e questo negli anni ha fatto sì che nelle nostre strutture la qualità fosse sempre al primo posto. Parliamo di sanità. Tutto deve essere portato avanti con la massima attenzione e assoluto scrupolo».

L'album dei ricordi e il rapporto con il territorio

La stessa attenzione che Paolo Nisini nutre per il territorio. Un legame importante quello del biologo con la provincia di Frosinone. Un vincolo che si manifesta sotto diversi aspetti. Uno di questi è la condivisione, da sempre, del percorso della Banca Popolare del Frusinate. «Insieme a mia moglie siamo stati soci fondatori della BPF e da allora non l’abbiamo più lasciata. Addirittura acquistammo le prime quote prima della nascita della sua sede in piazza Caduti di via Fani. È partito tutto da lì e noi c’eravamo. Si può dire che siamo cresciuti insieme e insieme condividiamo una filosofia, quella cioè di restituire qualcosa al nostro territorio. Di far sì che si lavori e si operi affinché questo cresca e si arricchisca, chiaramente in maniera sostenibile».

Cosa manca a questo territorio?

Cosa manca, a questo territorio e al Paese in genere, Paolo Nisini lo sintetizza in una sola parola: burocrazia. «È necessario sburocratizzare questo Paese. Oggi è sempre più difficile fare impresa. Lo era anche in passato ma all’epoca c’era una strada chiara e delle regole certe. Attualmente è tutto più complicato e torna drammaticamente attuale una frase di Luigi Einaudi che tengo sempre a mente e che fotografa bene la nostra missione. “… Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge, non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi”. Ecco. Noi andiamo avanti nonostante tutto e aspirando sempre al meglio».

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