A tu per tu con l’Amministratore Delegato Rinaldo Scaccia - banche popolari, linfa per il territorio, un supporto indispensabile e, per la BPF, una solidità certificata

«La linfa, in un terreno, è quella che dà la vita. Che la genera, che la fa crescere. La linfa è indispensabile. Usa questa metafora, Rinaldo Scaccia, per raccontare quanto siano vitali, per la solidità di un territorio, le banche popolari. Quanto contino e quanto distribuiscano per far crescere lo stesso.

Parlano i numeri

Parlano i numeri. Le due banche Popolari della nostra provincia, oltre a sostenere l’economia del nostro territorio, erogando diversi miliardi di impieghi e fornendo servizi alle aziende e alle famiglie, sono le uniche che sul territorio riversano la ricchezza prodotta. Al tale proposito vedasi anche il sostegno di queste banche nelle attività culturali, sportive, sociali, benefiche, ecc….La domanda è allora una. Come sarebbe, il territorio in cui viviamo, senza tutto questo? L’Amministratore Delegato della Banca Popolare del Frusinate sottolinea tutto questo e ci tiene a puntualizzare come l’istituto di credito che dirige goda «di ottima salute e di prestigio negli ambienti che contano». Basti pensare che la classifica di Milano-Finanza per quanto riguarda gli operatori di valore vede la BPF al secondo posto in classifica nazionale, appena dopo una Cassa Rurale. Dunque prima tra le Popolari. “La crescita dei mezzi amministrati – si legge sull’importante quotidiano economico - è stata del 10% tra il 2017 e il 2018, mentre il margine di intermediazione è cresciuto nello stesso periodo del 13%. Ma a fare la differenza è stata la performance dell’utile, schizzato al rialzo, in appena dodici mesi, del 378%”.

Milano Finanza 2019

Direttore Scaccia, certamente quello attuale non è un momento facile per quanto riguarda l’economia in generale. Come si inserisce, in questo contesto, il mondo delle banche?

«L’economia italiana, negli ultimi dieci anni, è letteralmente crollata. Il PIL, il Prodotto Interno Lordo, cioè il reddito, è sceso di otto punti percentuali. Nel Mezzogiorno ha perso quasi il 20%; una caduta senza precedenti e le banche, di questo scarso grado di salute dell’economia, ne hanno risentito ed è inevitabile che qualche banca sia andata in crisi. Le perdite dei corsi azionari delle banche quotate, nel periodo preso in esame, (indici MIB banche) hanno superato abbondantemente il 72% ».

Le vicende che hanno interessato in negativo la Banca Popolare di Bari hanno lasciato il segno nelle persone. La gente ha timore. Si sente di dire che in BPF questo non possa accadere in alcun modo?

«Le banche sono aziende come tutte le altre. Dunque se ben gestite vanno avanti e producono utili. La crisi che ha interessato una Banca Popolare non può essere usata per fare generalizzazioni su un sistema (quello delle Banche Popolari) che resta insostituibile nel sostenere imprese e famiglie. Oltre 230.000 istituti, 524 milioni di Soci, 800 milioni di clienti, 9.700 miliardi di euro raccolti, 7.700 miliardi di impieghi rappresentano la fotografia della cooperazione bancaria nel mondo. Numeri importanti che danno conto di questa formula di sistema bancario e finanziario sull’economia mondiale. Un ruolo e un peso di prima grandezza con effetti positivi nell’economia provinciale, nazionale e mondiale».

E gli investimenti che fate come sono? Sicuri o rischiosi?

«Gli investimenti che la Banca Popolare del Frusinate porta avanti sono di due tipi. Da una parte c’è da dire che l’erogazione del credito è particolarmente selettiva, sia nei confronti delle aziende che dei professionisti. Tanto è vero che anche se noi viviamo in un territorio che ha subìto vicissitudini catastrofiche dal punto di vista economico e occupazionale, abbiamo una percentuale di insolvenze molto bassa. E comunque nella media nazionale. Dunque una selezione del credito rigidissima. Dall’altra parte gli investimenti che la banca fa sul proprio portafoglio sono eseguiti principalmente su titoli dello Stato. Per cui un rischio esiste se salta l’Italia. Ma a quel punto le andiamo tutti dietro. Certamente non facciamo speculazioni sui titoli della banca. In sintesi, non facciamo operazioni in derivati o speculative che possano mettere a rischio il patrimonio dell’azienda».

Nell’ultimo anno avete invece effettuato investimenti sulla sede principale di Frosinone, in piazzale De Matthaeis. Come mai questa scelta?

«Intanto siamo convinti che la sede della Banca Popolare del Frusinate debba avere una bella immagine, oltre che adeguata all’attività che vi si svolge e alla città che la ospita. Abbiamo portato avanti un recupero importante partendo da un consolidamento nella parte strutturale. Non dimentichiamo che la zona di De Matthaeis è poggiata sull’acqua e quindi, nelle opere di consolidamento, sono stati inseriti dei micropali per sostenere la struttura. Abbiamo inoltre bisogno di maggiore spazio, visto che stiamo crescendo e continuiamo ad assumere personale. Nei due piani superiori appena ristrutturati sono stati quindi realizzati in uno degli uffici e nell’altro due mini appartamenti che potranno essere utili ai dirigenti che da fuori Frosinone dovessero venire a lavorare qui. Invece di ospitarli in albergo potranno alloggiare in questi appartamenti. Per l’ultimo piano l’idea è quella di utilizzarlo per eventi culturali e sociali di vario genere, oltre che per incontri con i soci. Ha tra l’altro a disposizione una meravigliosa terrazza».

Ha già detto che state crescendo. Avete effettuato quindi di recente delle nuove assunzioni?

«Nel corso del 2019 è stata effettuata una nuova selezione e l’ultimo ragazzo assunto è entrato lo scorso 13 gennaio. Un giovane che va ad aggiungersi ad altre sei persone chiamate di recente a lavorare con noi. Ci tengo a sottolineare come le assunzioni vengano effettuate sempre e solo previo concorso gestito da una società specializzata che cura questo aspetto. Per cui nella Banca Popolare del Frusinate non c’è spazio per segnalazioni da parte di nessuno. Ovviamente, a parità di condizioni, nel concorso si dà la precedenza al Socio o ai figli dei Soci e ai residenti nella nostra Provincia. Chi inizia a lavorare nella Banca Popolare del Frusinate è perché è estremamente qualificato”.

Attualmente quante persone sono impiegate in BPF?

«Noi siamo un centinaio, distribuiti in dodici filiali. L’ultima aperta, la scorsa estate, è la seconda inaugurata a Roma, questa volta nel quartiere Eur. Su Roma c’è stato un investimento importante, prima in via Pinciana e poi all’Eur, un quartiere facilmente raggiungibile dal raccordo, vicino allo snodo di Pomezia e che oggi è una realtà importante sotto il profilo economico e commerciale. Probabilmente ne apriremo altre nelle zone che si stanno sviluppando».

Le filiali di Roma stanno già dando risultati positivi?

«Assolutamente sì. La filiale di via Pinciana è diventata una realtà e quella dell’Eur raggiungerà il break even nel corso dell’anno. Punto di pareggio a pochi mesi dalla sua apertura. Per cui la capitale continua a darci grandi soddisfazioni».

Il vostro sostegno, in particolare, è andato anche oltre i confini della provincia di Frosinone.

«Noi sosteniamo con convinzione anche altri territori. Costruiamo pozzi in Burkina Faso, uno dei Paesi più poveri al mondo. E con i nostri pozzi diamo speranza e vita a migliaia di persone. Abbiamo inoltre erogato contributi importanti nelle zone terremotate del nostro Paese».

La Banca Popolare è composta di soci. Quali sono benefici verso questi ultimi?

«La Banca Popolare del Frusinate conta oggi oltre 1500 soci che naturalmente godono di particolari privilegi nei rapporti che vanno ad intrattenere con il nostro istituto. Fra questi privilegi, ad esempio, possono usufruire anche di condizioni agevolative nella partecipazione alle gite sociali che vengono annualmente organizzate. In più, e questo è un grande vanto per il nostro istituto, possono accedere alle borse di studioborse di studio che la Banca da sempre mette a disposizione per loro stessi o per i loro figli quando raggiungono risultati di eccellenza negli studi, dal diploma di scuola media alla laurea. Inoltre, ed anche questo beneficio possiamo considerarlo una nostra pietra miliare, in caso di grave malattia i Soci possono essere assistiti finanziariamente dalla Banca e a tasso zero».

L’anno scorso i risultati sono stati ottimi e avete distribuito degli utili.

««La Banca va molto bene e anche quest’anno distribuiremo degli utili. Diciamo che le previsioni della bozza di bilancio sono favorevoli, per cui molto probabilmente usciremo con un utile».

Siete al passo con i tempi per quanto riguarda le nuove tecnologie?

«La BPF opera su tutte le piattaforme informatiche ed è molto attenta alle nuove tecnologie. Oggi si parla sempre più spesso del fintech e dell’intelligenza artificiale e noi ci stiamo muovendo in questo settore per svilupparlo sempre di più. Tra poco non avremo più bisogno del bancomat e della carta, ma faremo tutto con il telefono. Per cui l’evoluzione continua e noi stiamo cercando di essere al passo con i tempi».

Su 23 banche del Lazio le eccellenze sono tre, ovvero le tre banche popolari. Di Cassino, Frosinone e del Lazio.

«È proprio così. E se c’è chi si accontenta di essere primo nel Lazio, noi possiamo dire con fierezza di essere primi in Italia».

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